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Tiny Core Linux 7.0: una distro ultra minimale

Avete trovato in cantina un vecchio 486 con 32 MB di RAM e volete resuscitarlo? Se la risposta è si ecco la distro che fa per voi.

Gli utenti GNU/Linux di più lunga data ricorderanno sicuramente la distro super minimalista Damn Small Linux o DSL.

Un progetto interessante che però ha chiuso i battenti nel 2008 e da allora non è più stata sviluppata, ma come accade nella maggior parte dei casi dei progetti open source, ecco che qualcuno ne recupera l’idea e non fa andare perso tutto il lavoro.

Tiny Core nasce proprio come un fork di DSL, ma in seguito è stato completamente riscritto.

L’immagine di base pesa solo 11 MB.

Se però volete avere un’interfaccia grafica dovrete sorbirvi il peso di 16 MB.

C’è una versione più completa chiamata CorePlus che raggiungi il limite di 107 MB.

Nella versione Core Plus potete trovare un windows manager, il gestore wireless e la possibilità di avere il layout della tastiera multilingue.

Tiny Core Linux ha tre diverse modalità di funzionamento:

  • La Cloud Mode che sarebbe la modalità Live Cd.
  • La USB Stick Mode che permette di memorizzare i dati su una chiavetta USB.
  • La USB Stick Boot Mode che è un modello ibrido tra le due precedenti.

Tiny Core può essere anche installata su disco fisso, ma non nel modo in cui solitamente siamo abituati.

Tutta la piattaforma è formata da due file: il kernel e l’immagine compressa del sistema.

Se ad esempio avete già una distro montata, non vi servirà quindi creare una nuova partizione, ma vi basta collocare i due file in Grub, così da far apparire la voce di menu specifica.

L’interfaccia grafica è basata su FLWM ( The Fast Light Window Manager) che utilizza il toolkit FLTK.

L’aspetto grafico è molto spartano e sicuramente non ha niente a che vedere con i sistemi desktop moderni che siamo abituati ad utilizzare sulle distro principali, è più simile ad OpenBox che non a GNOME per intenderci.

Il menu è facilmente richiamabile facendo un clic con il tasto destro in qualsiasi punto della scrivania.

E’ comunque importante che questa non è una distribuzione adatta ai principianti, in quanto il sistema ha bisogno di configurazioni in alcuni casi ad hoc.

Sono presenti anche alcune applicazioni di base molto basilari, come un editor di testo e il gestore dei pacchetti ma questi sono lontani anni luce a livello di funzionalità dai sistemi moderni.

Per le applicazioni più comuni sono solitamente disponibili i pacchetti aggiornati mentre per altri c’è bisogno di compilarli manualmente.

Tiny Core Linux usa il formato TCZ e le operazioni per la sua creazione sono molto più semplici di quelli per la creazione di un pacchetto RPM o DEB.

Anche se non è ai livelli delle sue controparti più famose la community che ruota intorno al progetto è molto attiva e sul sito principale del progetto si trova una buona documentazione.

Se volete maggiori informazioni su Tiny Core Linux 7.0 vi rimando al sito ufficiale dell progetto che potete trovare a questo link.

About Giuseppe Pignataro

GNU/Linux Jedi and Technology Lover. I collaborate on different open/free software project. Member of EFF and Libreitalia. Network and Sys Admin.

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